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Lettera ad una sconosciuta

  • Writer: Laura Frascarelli
    Laura Frascarelli
  • Aug 23, 2021
  • 2 min read

Updated: Oct 7, 2021

Amava scrivere ma si era persa.

Trovava parole scritte in quantità e le sembrava che tutto fosse già stato scritto o scritto meglio o con più saggezza o fresca poesia.


Forse ci sono momenti per scrivere e momenti per leggere e basta.

Forse era l'ora di lasciarsi scrivere.

Così si abbandonò con piena fiducia ad essere destinataria ed intima custode di parole nuove, non ancora note, vagabonde, zingare.

E destinataria dei suoi stessi pensieri.

Fu un dialogo in volo tra le tende danzanti, il vento dell'estate, una chitarra lontana, un bicchiere di vino bianco e fresco, mura scrostate di un antico casolare, la pelle chiara di un corpo che non amava l'esposizione e soprattutto gli occhi di una giovane donna, accesi e vivaci.

Si abbandonò con piena fiducia alla creatività di quest'anima colma di entusiasmo e passione, lasciò che la punta fresca dei pennelli, tra le sue dita di sconosciuta, vergasse il suo corpo: dalla mano sinistra giù fino alle caviglie.

Si iniziò dalla data. Che giorno è? 21 agosto.

- Ci sono missive che si scrivono a persone lontane, lontane nello spazio. Ci sono lettere che fendono il tempo, magari attraverso un affaccio sul cielo, magari attraverso un portale blu che conduce in Altrove remoti, nell'Universo dei ricordi antichi e delle immagini. Forse mi stai scrivendo seduta ad un tavolino con piuma d'oca su pergamena. Forse sei un battito d'ali -


Lei amò quel momento. Percepì la sua corporeità in modo diverso. Pieno. Armonico. Lontano dalle frustrazioni dell'estetica del corpo conforme. Sentì tutta la sacralità di ossa, muscoli e pelle, la preziosità delle sue forme morbide generatrici di vita, la bellezza delle imperfezioni. Fu un piacevole stare.


La lettera fu così spedita e lasciata alla memoria imperitura di uno scatto fotografico.


Ora di pranzo. Tutti i segni già cancellati dal getto di una fresca doccia.

Lei guardò i suoi interlocutori con gli occhi di sempre. Tornarono le distanze e le dinamiche del conversare convenzionale.


Anche la nudità è una convenzione - pensò -. Ci si scherma dietro a molto più che ad un semplice capo di abbigliamento.

Eppure.

Ci sono situazioni, rare, in cui ci si può sentire più liberi, morbidi, abbandonati con fiducia.

E' bello. Fa bene. E si ride molto.




Progetto artistico (body painting e foto) "Lettera vagabonda" di Edvige Cecconi Meloni

Muro - Le Palazze, Agliano di Spoleto








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Piedi al vento

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